Lazio Empoli 2-2

Incredibile epilogo allo Stadio Olimpico dove Lazio ed Empoli pareggiano una partita che fino ai minuti finali aveva visto il risultato in netto favore dei padroni di casa, con gli ospiti mai in partita. Il 2 – 2 lascia l`amaro in bocca agli uomini di Sarri che perdono l`occasione di accorciare sul quarto posto dell`Inter, e rende felici quelli di Zanetti, ora appaiati a 19 al Lecce. La formazione biancoceleste dopo lo stop di Lecce parte con grande determinazione, e già al 2` passa in vantaggio con un tocco di testa di Felipe Anderson su angolo battuto da Luis Alberto. I laziali non si fermano dopo l`immediato vantaggio e continuano alla ricerca del raddoppio, sfiorandolo con un diagonale di Immobile alto sulla traversa e con due conclusioni di Zaccagni che escono di poco a lato dei pali difesi da Vicario. I padroni di casa collezionano anche angoli in serie (6 – 0 il parziale a fine primo tempo), con Milinkovic Savic e Romagnoli a creare apprensione nell`area dei toscani. La ripresa inizia con lo stesso andamento del primo tempo e la pressione della Lazio porta al raddoppio del 54`. Felipe Anderson da destra si accentra e tira in porta, la palla deviata finisce sui piedi di Zaccagni che lestamente d`esterno destro anticipa l`uscita del portiere ospite. Poco prima dello scoccare dell`ora di gioco arriva uno squillo dell`Empoli, con Caputo che si fa trovare libero in area e di testa manda di poco alto sulla traversa. E` il segnale che gli uomini di Zanetti sono ancora in partita, anche grazie alla freschezza dei nuovi entrati, Bandinelli e Cambiagni.  La Lazio però è in giornata, e solo un super intervento di Vicario nega la gioia del gol a Milinkovic-Savic deviando sul palo la conclusione da fuori del centrocampista. I padroni di casa dominano e sfiorano con Immobile il terzo gol, ma all`83` Caputo riapre il risultato ritrovando il gol in maglia toscana (1.330 giorni dopo l`ultimo), finalizzando un contropiede in fascia di Cambiaghi. La doccia fredda per i padroni di casa arriva all`ultimo minuto di recupero, con Marin che raccoglie al limite dell`area una corta respinta della difesa e disegna una parabola imprendibile per Provedel. 

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