Il Foggia supera il Picerno ai calci di rigore e accede al prossimo turno

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Locandina saggezza del pallone 37

 

Il Foggia dopo tante sconfitte e delusioni, si regala una serata tranquilla, superando ai calci di rigore il Picerno, dopo che tempi regolamentari e supplementari, erano terminati sul risultato di zero a zero. Il nuovo tecnico del Foggia Fabio Gallo, non poteva sperare diversamente. Domani prenderà le redini della conduzione tecnica e con questa vittoria che potrà solo dare fiducia ad un gruppo e a una squadra che anche questa sera, ha palesato tutte le difficoltà nel cercare la via del goal. Tanta confusione, passaggi sbagliati e poche idee, hanno dato vita all’ennesima brutta prestazione dei rossoneri. Il Picerno malgrado le difficoltà di essere una squadra costruita per lottare per la salvezza, ha dimostrato di essere più squadra rispetto al Foggia.

Questa squadra sembra un’accozzaglia di uomini con una divisa di calcio addosso che non sanno cosa fare del pallone. Presi ad una svendita o ad un mercatino dell’usato, dove credi di aver preso un pezzo pregiato e quando torni a casa ti rendi conto della patacca che ti hanno rifilato. Molti dei calciatori che questa estate sono stati ingaggiati danno l’impressione di essere stati sovrastimati, mentre il campo dice cose diverse da quello che è stato fatto credere. Altri ancora danno l’impressione di remare contro e li vedi in campo annoiati e pronti a passare il pallone all’avversario o commettere errori che ne favoriscono il gioco degli altri.

Fabio Gallo avrà molto da lavorare per far uscire la squadra dalle sabbie mobili della zona pericolosa della retrocessione, costruire un gruppo e una squadra che dia soddisfazioni. Il suo curricilum parla di una buona esperienza, visto le squadre allenate in serie C. Il problema sarà quello di capire velocemente la piazza di Foggia, non facile e no per tutti. Vedi la fine fatta da Roberto Boscaglia. Non posso fare altro che augurare al nuovo tecnico buon lavoro.

Chiudo con una considerazione. Il Foggia ha cambiato anche il direttore sportivo Belviso, dimessosi, con Matteo Lauriola. La domanda sorge spontanea. E’ lui che porta il nuovo allenatore? Chi è arrivato prima? L’allenatore o il direttore sportivo? O in contemporanea? Se cosi non fosse, se a gennaio bisognerà intervenire sul mercato, Lauriola, sa di cosa avrà bisogno il nuovo tecnico? Questa cosa se confermata darebbe ancora una volta dimostrazione di improvvisazione e no di progettualità.

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